Daniele sulla gestione delle utenze arretrate del progetto CASE

Raffaele Daniele

Raffaele Daniele

La Commissione di garanzia e controllo si sta occupando del servizio della rilevazione dei costi delle utenze arretrate del progetto CASE affidato, tramite delibera di giunta n. 32/2013 alla ASM s.p.a..
Per tale progetto, tramite affidamento in house, il comune ha erogato alla ASM spa, una somma di 40.000 euro consentendole di potersi avvalere per tale servizio anche di personale di altre società pubbliche di proprietà del comune.
Accadeva, come purtroppo troppo spesso capita di ravvisare in questo comune, che a tale provvedimento non seguisse una precisa regolamentazione, seppur previsto nella delibera, che disciplinasse e rendesse legittima la delibera stessa.
Capitava così che i cittadini aquilani che abitano nei progetti CASE, hanno ricevuto la visita da parte di dipendenti AFM ex cimiteriali che per conto dell’ASM effettuavano delle verifiche pagati con i soldi erogati dal comune.
Tutto questo in totale assenza di qualsiasi regolamento o ordine di servizio.
L’assenza di ordini di servizio e regolamenti è stato accertato da un regolare accesso agli atti da cui si evince, tra l’altro, come il direttore dell’ASM chiedeva il 31 gennaio al direttore dell’AFM, tramite una semplice email, “di poter disporre delle unità lavorative AFM nelle more della definizione delle procedure di cui alla delibera” di giunta. Purtroppo l’atto invocato dal direttore dell’ASM, con il servizio che avrebbe termine il 31 marzo, non è ancora arrivato.
La condotta dell’amministrazione comunale è gravissima sotto diversi profili.
Sotto quello di un potenziale danno erariale, in quanto si eroga del denaro pubblico per la retribuzione di dipendenti che già sono stipendiati con altro denaro pubblico, ma soprattutto per l’assenza di una idonea regolamentazione che sottopone i dipendenti destinati al servizio di lettura a rischi enormi.
Ci si chiede infatti se, in caso di infortunio nell’esercizio di una funzione non disciplinata da alcun regolamento o ordine di servizio, il dipendente avesse diritto ad un risarcimento. E se si, da chi? Dal comune? Dall’AFM? Dall’ASM?
Capisco e personalmente condivido che i livelli occupazionali delle aziende municipalizzate vadano tutelati, ma ciò non può essere fatto in spregio delle regole.
Spero che questa amministrazione presti in futuro una maggiore attenzione alla gestione di questo genere di problematiche almeno per non esporre i dipendenti ad inutili rischi.

Il presidente della Commissione
di Garanzia e Controllo
Avv. Raffaele Daniele

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