Prestiti: gli importi crescono nel 2017

Businessman holding a bunch of money.

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ROMA – Sembra continuare il trend positivo sul fronte dei prestiti, anche nel 2017. Nel corso del primo semestre dell’anno, infatti, i prestiti personali nel nostro Paese hanno messo a segno una crescita dell’1,5% nei confronti dello stesso periodo del 2015, confermando la ripresa del settore creditizio. Naturalmente i livelli pre-crisi sono ancora abbastanza lontani, ma la tendenza in atto sembra prefigurare una ulteriore ripresa di un settore vitale per l’economia italiana, sul quale contano le famiglie e le imprese per poter avere a propria disposizione liquidità aggiuntiva.

Il traino dei prestiti online
A permettere l’ulteriore crescita dei prestiti sono stati in particolare quelli accordati online, in grande crescita proprio per effetto di alcune caratteristiche in grado di stuzzicare visibilmente i consumatori, a partire dalla possibilità di comparare le varie proposte, magari guardando su Qualeconviene.it, riuscendo infine a comprendere in modo abbastanza chiaro quella più aderente alle proprie particolari esigenze. Una strada percorsa da un numero sempre maggiore di consumatori, anche per effetto della notevole semplificazione che la strada telematica mostra come sua principale caratteristica.

L’ultimo Barometro del CRIF
La dinamica positiva in atto, è stata testimoniata dall’ultimo Barometro redatto da Crif, uno studio che è andato ad occuparsi dell’andamento del settore creditizio nel nostro Paese. La base del report sono state oltre 81 milioni di posizioni creditizie, una mole di materiale notevole che ha permesso infine di confermare il trend in atto. Una buona notizia in un momento in cui la ripresa sembra avviarsi anche in Italia e potrebbe trovare una solida base proprio nell’accresciuta disponibilità di un settore che negli anni della crisi era stato costretto a restringere notevolmente i criteri di accesso al credito, suscitando le proteste delle associazioni che tutelano gli interessi dei consumatori.

Un giugno da record
Analizzando attentamente lo studio del CRIF, emerge come soprattutto il mese di giugno abbia fatto registrare risultati molto importanti, portando la crescita al livello del 2,4% rispetto a dodici mesi prima. Sempre a giugno, l’importo medio richiesto ha messo a segno una crescita pari al 7,8%, attestandosi infine a quota 9.234 euro.

Sono stati gli stessi analisti ad affermare con decisione di ritenere particolarmente significativa la crescita in atto, tale da portare ad una vera e propria compressione del divario rispetto al periodo che ha preceduto lo scoppio della bolla relativa ai mutui subprime. Proprio la ripresa creditizia potrebbe infatti aumentare il potere d’acquisto delle nostre famiglie e invogliarle a investimenti in grado di smuovere anche i consumi, ancora in preda alla gelata indotta dalla crisi. Un vaticinio cui naturalmente si accodano il governo e le imprese, considerato che proprio i maggiori consumi potrebbero infine invertire la tendenza e riportare il cielo sereno su una situazione economica ancora abbastanza critica.

Prestiti finalizzati in netta ascesa
Tra gli altri dati emersi dal Barometro del CRIF, risalta la crescita delle somme richieste nel primo semestre del 2017, con un importo medio attestato a quota 9.178 euro, corrispondente ad un 6,5% in più nei confronti dell’analogo periodo del 2016.  A trainare la crescita sono in particolare i prestiti finalizzati, che mettono a segno una risalita nell’ordine del 9%, mentre crescono del 3,8% quelli personali, posizionati mediamente a 12.081 euro. Va infine sottolineato come le famiglie continuino a preferire durate più lunghe, come dimostrato dal fatto che quelle più gettonate in assoluto tendano a superare il quinquennio.  La conferma di ABI.

I dati del CRIF trovano peraltro autorevole conferma da parte di ABI (Associazione Bancaria Italiana), che nel suo report relativo al mese di maggio indica lo stesso tasso segnalato dal Barometro, ovvero l’1,5%.  In questo rapporto c’è anche un’altro dato che sembra confermare un miglioramento non solo del mercato creditizio, ma anche della situazione economica, quello relativo alle sofferenze, che sarebbero scese a 76,5 miliardi. Una buona notizia, considerata la preoccupazione al riguardo espressa ripetutamente anche da ambienti governativi, tanto da spingere più volte il Ministro Padoan a porre l’accento sulla necessità di creare una bad bank sotto garanzia statale, in cui convogliare i cosiddetti crediti deteriorati ancora gravanti sul sistema bancario.

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