Venerdì inizia la stagione concertistica dei Solisti Aquilani

- I Solisti aquani

– I Solisti aquilani

Prenderà il via il 14 novembre la stagione concertistica dei Solisti Aquilani dal significativo titolo “Musica per la città”. E “Torna per il suo pubblico, – scrive il direttore artistico della Associazione, Maurizio Cocciolito . nella introduzione al libretto generale dei concerti – quello attento, silenzioso e partecipe, illuminato dalla sofferenza di una ferita ancora aperta e dall’orgoglio di una identità culturale forte e definita, autorevole e indomita. Non una Stagione dei Concerti, ma una vetrina che permetterà al pubblico della nostra meravigliosa città di conoscere quelle che saranno le produzioni più significative che I Solisti Aquilani porteranno, nello stesso periodo, in giro per tutto il territorio nazionale e internazionale”. Appuntamento per tutti venerdì prossimo, alle ore 18.00, nella raffinata cornice dell’Auditorium del Parco per ascoltare il pianista Bruno Canino, bisogno di e Daniele Orlando, giovane e apprezzatissimo violinista, da quest’anno violino di spalla dei Solisti Aquilani.
Ed eccoci al programma: J. Sibelius, Andante Festivo; E. Chausson, Doppio Concerto per violino, pianoforte e archi; P. Hindemith, Tema e Variazione (Quattro Temperamenti) per pianoforte e archi.
L’Andante Festivo di Sibelius è pagina di grande intensità emotiva, nella quale gli archi dispiegano con forza lunghe frasi melodiche in un’atmosfera permeata da una profonda spiritualità.
Lo stesso fascino sprigiona il brano di Chausson, che mette in evidenza un’originale creatività alimentata da spontanea attitudine lirica e da una solida coerenza nella costruzione formale. Un’opera complessa che esige notevoli capacità tecniche ed espressive sia dai due solisti ched agli archi, chiamandoli ad un’azione particolarmente articolata dal punto di vista dinamico e coloristico. Conclude la serata Tema e Variazione (Quattro Temperamenti) brano per pianoforte ed archi scritto nel 1940 da Paul Hindemith, pagina che notoriamente trova ispirazione nella teoria greca e poi medievale dei “temperamenti”, ossia nei quattro estremi o umori principali di sanguigno, flemmatico, collerico e malinconico: una partitura nella quale l’“oggettivo” Hindemith sembra ammorbidirsi all’insegna del Valzer (ed al suo mahleriano uso di questo genere musicale, semplice e “sanguigno “ allo stesso tempo), del “Malinconico” (nell’uso delle sordine e dello slow, appunto) e del “Collerico” (nei continui soprassalti d’umore dei tempi vivace, appassionato e maestoso).
La Stagione prevede 14 concerti, affidati ad artisti di spicco. Tra questi Francesco Fiore e Salvatore Accardo, Umberto Clerici, Giuseppe Albanese, Gabriele Pieranunzi e Floraleda Sacchi, Sonig Tchakerian e Luis Bacalov, Andrea Griminelli, Ramin Bahrami e Massimo Mercelli, e – in veste di direttore – Krzystof Penderecki il 9 aprile. Si segnalano ancora la prima assoluta di un brano commissionato a J. M. Serrano per la Festa di S. Patrizio, l’allestimento di due lavori di teatro musicale di Menotti (Il telefono e La Medium) e la prima moderna di Trii a due violini e violoncello di Boccherini (dalle opere 4 e 6) in una edizione comparativa curata da Alessandro Mastropietro per Ricordi.

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