A L’Aquila in concerto i due straordinari chitarristi Eliot Fisk e Bill Frisell

BarattelliApproda anche nel capoluogo abruzzese (dopo Pescara e Ancona) il concerto di Eliot Fisk e Bill Frisell: due straordinari chitarristi, ciascuno con una sua particolarità e provenienza e ciascuno con una propria lunga brillante; Eliot Fisk proviene dal mondo della chitarra classica e Bill Frisell è considerato l’epicentro della musica moderna americana con le sue chitarre elettriche.
Il concerto promosso dalla Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” si svolge presso l’Auditorium “Gen. S. Florio” della Scuola Guardia di Finanza a Coppito, domenica 3 febbraio con inizio alle ore 18.
Già ospite in altre occasioni musicali e didattiche a L’Aquila, Eliot Fisk ha sempre destato la massima attenzione del pubblico grazie al suo approccio innovativo e improvvisativo, anche di pagine del repertorio antico e barocco, classico o specifico della chitarra.
Il suo rapporto con il jazz parte da lontano, dalla collaborazione con Joe Pass, troppo prematuramente scomparso, tanto che non esiste nessuna incisione di questa esperienza. Il sodalizio con Bill Frisell – i due artisti si conoscono da una trentina d’anni – promette di rappresentare una nuova pietra miliare nelle esperienze “crossover” di interazione tra chitarra classica e chitarra jazz.
Frisell, tanto nei dischi a suo nome, quanto nelle collaborazioni con altri musicisti, ha un suo stile personale, riconoscibilissimo e inconfondibile.
Sicuramente il momento più conosciuto della carriera di Bill Frisell è rappresentato dal sodalizio leggendario con Paul Motian e Joe Lovano, ma si ricordano anche le celebri collaborazioni con i grandi musicisti del jazz come Jan Garbarek, Dave Holland, Elvin Jones, Wayne Horvitz, e del pop-rock come Elvis Costello, Suzanne Vega, Ginger Baker, Ryuichi Sakamoto, e tanti altri.
Il programma è simile a quello delle altre date del tour con musiche di Villa Lobos, Berio, Gershwin, Bach eppure il concerto sarà sempre diverso: non si sa mai dove vanno a parare le loro improvvisazioni. Tanto è vero che arriveranno in sala poco prima del concerto per un breve sound check e poi direttamente al concerto così che, oltre al repertorio stabilito, nessuno dei due può giurare di sapere esattamente cosa farà l’altro durante l’esecuzione.
E’ questo spirito che rende ogni loro concerto davvero unico.
Così il chitarrista aquilano Massimo Felici, oggi docente di chitarra al Conservatorio di Monopoli, nel raccontare la sua esperienza artistica con Eliot Fisk, sostiene che “Rispetto a qualsiasi altro interprete-esecutore, Eliot incarna da sempre la figura del Virtuoso per eccellenza: studia e conosce il repertorio con grande profondità, ma il suo copione non è mai cristallizzato, e ogni esecuzione è diversa dalla precedente, grazie alle sue spiccate capacità di immaginazione; Eliot e Bill hanno in comune sicuramente la tendenza a voler esplorare quei luoghi della musica dove i limiti e le possibilità della chitarra possono essere espansi, a volersi impadronire con le sei corde anche dei repertori lontani o difficili da immaginare”.

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