Dicono di oggi, 30 novembre

- David Herbert Lawrence

– David Herbert Lawrence

“Si finisce sempre per essere assassinati, se non si ottiene la propria nobiltà direttamente dagli Dèi, e dal cuore del cielo il proprio potere.”
“È così che sono nobile, anch’io” diss’ella.
Ma non era convinta. E con maggior decisione tornò al suo pensiero d’andarsene.
Scrisse a Città del Messico per prenotarsi una cabina da Vera Cruz a Southampton: sarebbe partita l’ultimo di novembre

David Herbert Lawrence, Il serpente piumato, 1926, tr. it. E. Vittorini, ed. cons. Mondadori, 1969, p. 554

L’irlandese Kate è arrivata in Messico la domenica dopo Pasqua e nel tempo trascorso nel paese ha conosciuto, non senza inquietudine, tradizioni e possibilità di vita del tutto diverse da quelle europee. Si è sposata con Cipriano, un generale che, insieme con l’amico Ramon, lavora per la rinascita del culto di Quetzalcoatl, il dio-serpente piumato, sullo sfondo dell’instabile situazione politica messicana. Attratta e spaventata dalla forza che emana dal Messico, Kate a volte crede “di essere risalita a un’èra primigenia della coscienza umana, quando gli uomini, pieni di oscure volontà e indifferenti alla morte, aveva la loro forza spirituale nel sangue e nella colonna vertebrale, non nel cervello…”. A volte, è presa dai ricordi della sua vita precedente, come le accade, in un assolato giorno di novembre, pensando all’avvicinarsi del Natale nel paesaggio inglese. Incerta, sempre in biblico sul presente/serpente del tempo, prenota – e sono le ultime pagine della storia -un biglietto di ritorno per il 30 novembre.

Dicono del libro
“Il serpente piumato è il romanzo che diede a David Herbert Lawrence larga fama. Ne è protagonista una donna intelligente e moderna che si lascia sottomettere, pur attraverso infinite ribellioni, al mistero segreto delle cose. Storia di una sconfitta dell’intelletto dinanzi alla natura, si svolge intorno al duplice fascino di una lentissima trasformazione psicologica da una parte, e di un meraviglioso crescendo d’atmosfera dall’altra: poiché questo romanzo ha per sfondo il Messico e sa renderlo vivo nei suoi abitanti, nei suoi costumi e nella sua tremenda solitudine tropicale”.
(Dalla quarta di copertina dell’ed. Mondadori, op. cit.)

Fonte: www.diconodioggi.it

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