Rapagnà: Il 17 settembre il Consiglio regionale approvi la “Legge Organica” su ricostruzione e messa in sicurezza antisismica

Pio Rapagnà

Pio Rapagnà

Le Istituzioni della Regione Abruzzo, sino ad ora, non sono state all’altezza della situazione e delle “enormi e pesanti” responsabilità rispetto alla ricostruzione, restando concretamente “estranee” alle speranze e attese della intera comunità regionale e locale rispetto al mettere in campo tutte le risorse e l’impegno a fare quanto necessario per “lenire le sofferenze e riparare i terribili effetti materiali ed esistenziali provocati dal terremoto del 6 aprile 2009, in modo che l’indolenza e l’inerzia degli uomini e delle Istituzioni preposte mai più siano causa di altre vittime e altro dolore”.

Migliaia di famiglie ancora sfollate, dopo 4 anni e mezzo dal terremoto, ancora non possono ritornare nelle loro “naturali” abitazioni, del centro storico, della immediata periferia e delle Frazioni storiche del Comune di L’Aquila.

Chiediamo al Presidente della Regione Gianni Chiodi, al Sindaco di L’Aquila Massimo Cialente, al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e all’ATER che cosa intendono fare, nei prossimi giorni, affinchè, finalmente si dia inizio ai lavori di ricostruzione “pesante” e di messa in sicurezza di tutto il patrimonio abitativo pubblico e privato.

Il Mia Casa, celebrata la Perdonanza, chiede con ancora più forza e determinazione al Consiglio regionale che, nella seduta convocata per martedì 17 settembre prossimo, si discuta e si approvi una “Legge Generale ad hoc”, per coordinare, acceelerare e controllare tutte le fasi e le procedure della “ricostruzione” e per la sempre più urgente “messa in sicurezza” dell’intero patrimonio abitativo, così come stabilito dal Disegno di Legge n. 83 del 22 giugno 2012 sulla cessazione dello stato di emergenza e trasferimento delle funzioni alle amministrazioni competenti in via ordinaria.

Sino ad ora, però, per la ricostruzione “pesante” degli edifici classificati E, nessun cantiere è stato ancora aperto! Per questo c’è la necessità di avere “al più presto possibile” un Consiglio regionale “rinnovato” e nella pienezza delle sue funzioni, dovendo assumere, insieme alle massime Istituzioni della Regione Abruzzo, alcune “inevitabili” responsabilità.

Infatti, esattamente da 4 anni e 4 mesi fa, il Decreto-Legge “Abruzzo” del 28 aprile 2009, n. 39, subito convertito in Legge, stabiliva che le modalità di predisposizione e di attuazione di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici danneggiati dagli eventi sismici, spettava al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, mentre la realizzazione degli interventi spettava al Presidente della Regione Abruzzo in qualità di Commissario delegato.

Il Commissario delegato, a sua volta, si sarebbe dovuto avvalere del competente Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, ma avrebbe potuto avvalersi anche dell’ATER di L’Aquila e delle altre ATER del cratere.

Recuperare il tempo perduto è uno dei doveri “prioritari” del Presidente della Regione Abruzzo, del Consiglio regionale, del Comune di L’Aquila e dei loro rispettivi “enti strumentali” e soggetti attuatori della ricostruzione da essi direttamente indicati.

Il Presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi è stato più volte, ma inutilmente, “invitato” a convocare un incontro di coordinamento tra tutti i soggetti responsabili della ricostruzione e della messa in sicurezza antisismica, per scongiurare ulteriori e ingiustificabili ritardi: dovrebbe farlo “immediatamente”, anche per dare, finalmente, un concreto contributo alla ricostruzione pubblica e alla approvazione di una tanto attesa “Legge ad hoc”.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

WordPress Themes