Mia Casa: “Il Consiglio regionale approvi una legge organica sulla ricostruzione”

Pio Rapagnà

Pio Rapagnà

L’attuale Consiglio regionale, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, pur avendo svolto 156 sedute ed approvato 222 Leggi, non ha avuto la forza ed il coraggio di affrontare, quantomeno sul piano legislativo e di indirizzo, la problematica relativa alla ricostruzione e alla messa in sicurezza antisismica della Edilizia Residenziale Pubblica Regionale e Comunale.

Il Mia Casa chiede ripetutamente da 4 anni la approvazione di una “Legge Regionale Organica”, ma “questo Consiglio regionale”, nella seduta di ieri 30 luglio non ha inteso accogliere tale richiesta, e nemmeno l’ha inserita tra punti all’Ordine del Giorno della prossima seduta del 6 agosto, che sarà l’ultima seduta ordinaria prima della “pausa” estiva.

Eppure, è questo stesso Consiglio regionale, che “per favorire la ricostruzione”, ha istituito, con Legge Regionale n. 19 del 12 maggio 2010, l’Osservatorio sulla ricostruzione, e che, in ragione delle difficoltà e problematiche relative alla complessiva “governance” della ricostruzione post-terremoto, nella seduta del 19 ottobre 2010, istituisce una “Commissione Speciale regionale per la ricostruzione post-terremoto”, per monitorare, nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009, il processo di ricostruzione abitativo/infrastrutturale, sociale, culturale, economico e produttivo.

Ed è sempre questo medesimo Consiglio, che, convocato in seduta straordinaria il 28 maggio 2013 scorso per la “definizione della legislazione e del ruolo della Regione Abruzzo nella ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”, ha approvato un documento unitario con il quale si impegna il Consiglio, il Presidente e la Giunta della Regione Abruzzo ad avviare l’iter di approvazione di una legge regionale, partendo dai testi già depositati nella Commissione Competente, attivando le consultazioni tese a raccogliere i più ampi contributi, le migliori metodologie ed a valorizzare al massimo i fattori della partecipazione pubblica”, demandando alla Commissione consiliare competente l’avvio immediato dei lavori di audizione, consultazione, confronto istituzionale ed elaborazione legislativa.

Ma, visti i deludenti risultati, sembra che il Consiglio regionale abbia operato “ob torto collo”, e forse soltanto perchè la Legge 7 agosto 2012, n. 134, al Capo X bis (Misure urgenti per la chiusura della gestione dell’emergenza determinatasi nella Regione Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile 2009, nonché per la ricostruzione, lo sviluppo ed il rilancio dei territori interessati) all’Art. 67-quater, IN ATTESA DELL’EMANAZIONE DI UNA ORGANICA LEGGE REGIONALE, stabilisce le misure urgenti per la ricostruzione, lo sviluppo ed il rilancio dei territori interessati ed elenca dettagliatamente gli obiettivi e le modalità della medesima ricostruzione.

Anche per questo, in attesa della Legge Regionale e dell’avvio effettivo della ricostruzione pesante, le famiglie ancora sfollate, continueranno a sostenere un “digiuno a rotazione”.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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